Caratteristiche tecniche
Formato libro 17 x 24 cm
Carta avoriata di 120 gr/mq
Copertina e sovraccoperta
Cucito a filo refe
Pagine 256
ISBN 979-12-81420-09-0
Con
la presente ricerca Bova conclude i suoi
studi trentennali sull'assistenza
medico-ospedaliera nelle due Capua e nel
territorio. La ricerca si è basata quasi
esclusivamente sulle fonti inedite dell'
Archivio Arcivescovile di Capua. Il quadro
che ne è venuto fuori è di straordinario
interesse per i cultori di Storia della
Medicina.
Attraverso la lettura di circa seimila
pergamene inedite Bova è riuscito a
delineare le principali caratteristiche
socio-culturali di Terra di Lavoro tra
Antichità e Medioevo. Tutto il territorio
costituisce uno straordinario faro di
civiltà nel bacino del Mediterraneo, grazie
anche alla presenza di alcune etnie
minoritarie di origine orientale, tra cui
quella ebraica ebbe in particolar modo
grande importanza.
Negli anni Bova, con l'apporto di ricerche
originali, ha approfondito alcuni aspetti
fondamentali della cultura del tempo, come
la letteratura, l'istruzione, la cavalleria,
l'economia, ma la Medicina resta uno dei
pilastri basilari della storia delle due
Capua.
Lo studio della scienza medica nelle due
città fin dai primi tempi non poté
prescindere dalla conoscenza di quella
biblica ed etrusca. Il riferimento agli
Etruschi rinvia alla medicina dei popoli
della Mesopotamia e a quella giudaica. La
prima è nella pratica soprattutto
sacerdotale, mentre quella giudaica è
dominata interamente dal principio
teocratico. Ma non meno importante fu lo
studio della medicina araba, essendo con
certezza documentata a Capua la lettura del
celebre Liber di Avicenna, di cui è
soprattutto nota la pratica della quarantena
per le malattie infettive.
Per quanto riguarda la presenza documentata
di ospedali nelle due Capua e nel
territorio, si può risalire agevolmente
all'età dei normanni e a quella degli svevi,
ma è soprattutto con gli angioini che venne
data grande importanza al problema della
sanità con la costruzione di ospedali nuovi,
che accoglievano anche bambini, emarginati e
pellegrini. In tale periodo è
documentatissima la presenza di numerosi
medici nel territorio, come mostrano le
pergamene inedite. I successivi dominatori
aragonesi non fondarono nuovi ospedali nel
territorio, per quanto è dato sapere.
C'è da dire che con gli angioini ha termine,
almeno per quanto riguarda le due Capua, un
lungo periodo di relativa tranquillità, pur
tra contraddizioni, compromessi e alterne
vicende, non privo però anche di un certo
benessere soprattutto dal punto di vista
medico-ospedaliero, spirituale, economico ed
artistico, grazie a strutture sanitarie,
chiese, conventi, mercati, nati e promossi
per volontà di quella dinastia d'oltralpe
che valorizzò come mai prima Terra di
Lavoro, vasta regione ricca di risorse umane
ed economiche, cuore pulsante del regno di
Sicilia-Napoli.