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"[...] La forte
credenza nell'anima lo esaltava, lo
rendeva quasi un rivoluzionario del
pensiero, che "non può essere solo
razionale", ma nutrito da una forza
che non è materia, bensì purissima
essenza spirituale capace di dare al
nostro essere la intuizione precisa
di un'altra dimensione.
Tale dimensione, di natura
universale, custodisce quella Forza
che è emanazione del mistero divino
e di tutto ciò che per noi è arcano.
Il male e il bene sono le
costituenti opposte ed
inconciliabili del mistero stesso
della nostra esistenza e del nostro
destino, intendendo quest'ultimo
come la quantità di forza vitale, in
senso spirituale, che definisce
sulla terra la nostra personalità.
L'imperativo etico è, dunque,
alimentare questa forza che è in
tutti noi, accrescendola per
produrre il bene; diversamente ogni
affievolimento di essa sarà il segno
della nostra debolezza, della nostra
fragile resistenza ai sacrifici per
raggiungere uno stato di perfezione
che ci dia il sentimento esatto
della vita e del suo significato.
[...]"
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