cerca nel sito      

ELEONORA CORRADO
DIE ZAUBERFLÖTE DI MOZART
Attraverso i costumi scenici
156 pagine
dimensioni 24,5x32 cm
anno 2007
 

Ho scelto la Zauberflöte di Mozart perché si adatta a qualsiasi interpretazione e fantasia.
È mia intenzione, pertanto, presentare attraverso la serie di costumi un lavoro improntato sulla dimensione teatrale, di tipo favolistico, ma soprattutto non lontano da ogni significato simbolico, perché favolismo e simbolismo sono gli aspetti caratterizzanti la Zauberflöte, frutto di un genio figlio del suo tempo, formatosi ai grandi ideali dell’Illuminismo.
Alla luce di queste considerazioni anche la scenografia ed i costumi, per il loro impatto visivo, diventano fondamentali per la comprensione globale dell’opera mozartiana e ne devono, di conseguenza, rispecchiare anch’essi cultura e significati; ed è quanto ho cercato di realizzare con questo mio lavoro, che non ha, ovviamente, la pretesa di essere esaustivo ma solo indicativo di una metodologia rappresentativa che voglia consentire, come ho detto, al fruitore, comprensione e godimento nella loro interezza.
Dopo un approfondito studio teorico, da cui ho estrapolato solo i punti essenziali, il mio impegno si è indirizzato lungo questa strada: colori suggestivi, pieni di contrasti, ricerca di tessuti adatti alla realizzazione; questa è stata la mia materia base.
Ogni personaggio deve essere caratteristico, con suoi colori, una sua luce, un suo trucco.
Un lavoro non ancora maturo, ma che sicuramente con l’esperienza futura potrebbe trasformarsi in risultati più specializzati.
Ogni costume deve avere una “natura magica”; ogni personaggio deve possedere una propria energia, composta di colori sgargianti, con effetti di glitter e specchi, che danno sul piano ottico percettivo bizzarre creazioni.
Superfluo presentare costumi stereotipati, copiati chissà da dove; il mio lavoro intende essere una esplosione originale di creatività, dove la varietà dei colori produce un effetto scenico inusitato.
A tale scopo ho prodotto una serie di tavole, ognuna corredata da una descrizione ragionata e motivata dei costumi, nonché cenni sul simbolismo dei personaggi, degli animali, e sul contenuto musicale.
Le tavole sono precedute da un breve excursus interpretativo della Zauberflöte con agganci alla simbologia massonica.

 

Eleonora Corrado, nata a Salerno nel 1978, consegue la Maturità Artistica e si laurea a Firenze in “Progettazione della moda.
Tecnico di progetto in prodotti per lo spettacolo”.
Ha partecipato, sin da giovanissima età, a concorsi di pittura e grafica, ottenendo diversi attestati di riconoscimento e premi. Si è dedicata al settore progettuale “sposa” con sfilate di moda, arrivando ad essere a diciassette anni finalista di un concorso nazionale. Ha collaborato come universitaria a spettacoli teatrali, e ha realizzato, nell’ambito didattico, costumi storici e, per la tesi di laurea, il costume di Liù dell’Opera “Turandot” di Puccini. Ha maturato esperienze di stages al Comunale di Firenze e al San Carlo di Napoli. Ha frequentato corsi di grafica computerizzata e ha seguito in backstage varie rappresentazioni artistiche musicali.
Per inviare una e-mail all'autrice
CLICCA QUI
 

 

ARGOMENTO

ATTO I

Il principe Tamino, smarrito nel regno della Regina della notte, incontra un serpente velenoso, dal quale fugge con in mano un arco senza freccia e, incapace di vincerlo, sfinito sviene.
Tuttavia le tre damigelle della Regina riescono a uccidere il mostro e riconoscono in Tamino l’eroe liberatore di Pamina, fatta prigioniera da Sarastro.
Quando il principe si risveglia, vede davanti a sé l’uccellatore Papageno, il quale si vanterà di aver ucciso il serpente, ma è subito punito dalle damigelle con un lucchetto alla bocca.
A Tamino, invece, verrà consegnato un ritratto di Pamina ed egli subito se ne innamora.
Appare in persona la Regina della notte, la quale si mostrerà madre buona e umile, con l’unico scopo di persuadere il giovane a liberare la figlia.
Papageno verrà sciolto dall’impedimento e, liberato, gli verrà conferito il compito di seguire Tamino.
Le damigelle consegneranno ai due un flauto magico e un Glockenspiel (campanelli d’argento) che li proteggerà, mentre tre fanciulli, che fanno ingresso, saranno i consiglieri.
Pamina tenta di fuggire dal Palazzo di Sarastro, ma il moro Monostatos, incaricato di sorvegliarla, riesce a riacciuffarla.
Papageno arriva giusto in tempo, con un insolito aspetto, che incuterà paura a Monostatos, e annuncerà l’arrivo del principe.
I fanciulli conducono Tamino davanti al tempio della saggezza, della ragione e della natura; raccomandandolo alla fermezza, alla pazienza e al silenzio.
Un sacerdote esce dal tempio della Saggezza e chiede a Tamino cosa sta cercando; inoltre gli rivela che Sarastro non è un tiranno, e si rifiuta di farlo entrare, in quanto il suo animo è sopraffatto dall’odio.
Delle voci all’interno del tempio informano il giovane che Pamina è ancora viva, e si metterà a suonare il flauto magico per la gioia, attirando a sé numerosi animali selvatici allietati dall’incantevole suono.
Anche Papageno riconosce il timbro di quel flauto, e risponde con il suo flauto di Pan, e per allontanarsi da Monostatos, fugge insieme a Pamina.
Papageno riuscirà a rendere Monostatos inoffensivo con il suono del Glockenspiel, ma all’improvviso entra trionfale Sarastro.
Pamina si getta ai suoi piedi e chiede di voler tornare da sua madre; Sarastro non accondiscende, propenso com’è ad affidarla sotto la guida di un uomo.
Nel frattempo Tamino arriva nel tempio, i due si attraggono e si abbracciano, prima che venga con Papageno condotto al tempio della prova.


ATTO II

Sarastro riunisce tutti i sacerdoti per proporre Tamino come iniziato alla saggezza, passando attraverso prove rituali, anche a rischio della morte.
Tamino con Papageno vengono introdotti: l’uno accetta le prove, l’altro esita.

La prima prova consiste nel rimanere in silenzio.
Le tre damigelle insidiano i due per tentarli: Papageno è trattenuto dal parlare da Tamino mentre, in ultimo, esse verranno risucchiate dalle tenebre.
Monostatos scorge Pamina addormentata, tenta di sedurla, quando appare la Regina della Notte che, per vendetta, vuole convincere la figlia a uccidere Sarastro ed impedire l’iniziazione di Tamino.
Monostatos, che ha sentito tutto, esige l’amore di Pamina come ricatto in cambio del suo silenzio, ma interviene Sarastro che lo scaccia, e poi consola la fanciulla.
Tamino e Papageno ancora soli per la prova del silenzio.
Appare una vecchia che si scoprirà essere Papagena; Papageno è esortato dai fanciulli ad avere pazienza, facendo silenzio, e solo dopo gli verrà concesso di mangiare e bere.
Pertanto alla venuta di Pamina entrambi rimarranno senza parlare, lasciando la fanciulla profondamente rattristata di fronte all’ostinato silenzio, che lo scambia per indifferenza del giovane.
Sarastro fa incontrare i due giovani perché si dicano addio prima delle prove più dure, mentre Papageno non è in grado di proseguire, ma gli verranno condonate le colpe.
Egli desidera una vita semplice e una moglie da amare, simile a lui: Papagena apparirà nelle vere sembianze, ma subito sparirà, facendolo rimanere male.

L’intervento dei tre fanciulli impedirà il suicidio di Pamina e la convince a seguirli nel luogo dove Tamino affronta la seconda e suprema prova, quella del fuoco, dell’acqua e dell’aria, scortato da due armigeri.
Pamina consiglierà Tamino di usare il flauto magico durante l’impresa: insieme riusciranno a uscire indenni dagli ostacoli e saranno ammessi alla felicità.
Papageno si abbandona alla disperazione e allo sconforto, giacché crede di aver perso la compagna. I fanciulli impediscono un altro suicidio, quello di Papageno, esortandolo per riavere la sua amata, a suonare il Glockenspiel.
In questo modo Papagena ricompare per diventare definitivamente la sua donna.
La Regina, le damigelle e Monostatos si introducono di nascosto nel tempio, per realizzare i loro progetti di vendetta contro Sarastro.
Verranno sospinti nelle tenebre, mentre Tamino e Pamina si librano per sempre nel regno del sole.
 

PAPAGENO

TAMINO

REGINA DELLA NOTTE

PAMINA

 

 

 

 

OTTIMIZZATO 1024X768

PALLADIO EDITRICE     Via Pio XI, 100 - 84125 SALERNO     tel. 329-2366668     fax 089 234638     URL  http://www.palladioeditrice.it     e-mail  info@palladioeditrice.it

Aggiornato il: 17 maggio 2007